LACTO-OVO VEGETARIAN

La vera dieta vegetariana
normale, completa
sana, naturale
preventiva
senza carenze
senza ipocrisie
senza fanatismo
secondo la Tradizione
e la Scienza più moderna

05 settembre 2008

La rivincita dell’uovo, sano e leggerissimo re delle proteine

IDEALE PER I BAMBINI. L’uovo, sodo o solo il tuorlo crudo, si dà col cucchiaino ai lattanti per svezzarli, tanto è digeribile e leggero. Quando ancora le verdure e molti frutti non è possibile darglieli a causa della cellulosa indigesta. Le sue proteine sono poche, pochissime (appena 6,2 g in un uovo medio da 50 g), così come i grassi (solo 4,3 g), ma di altissima qualità ("valore biologico"), cioè tutti gli aminoacidi essenziali sono nella proporzione ideale, e quindi la proteina dell'uovo a differenza di tutte le altre - carne compresa - si utilizza al 100 per cento. Questo vuol dire che nei primi mesi e anni dello sviluppo del bambino l'uovo dà il maggior accrescimento possibile per grammo di proteina. Anzi, l'utilizzazione proteica e l'accrescimento conseguente sono oggi i veri parametri di valutazione della completezza di una proteina, al posto dell'indice chimico d'un tempo, come si è visto anche in studi sull’aumento del peso nei topi. Nessun altro cibo ha queste qualità.

QUELLI CHE: "L'UOVO ESISTE COME CIBO PER I PULCINI". E come rispondere a quelli che obiettano che "L'uovo esiste per i pulcini, non per l'uomo"? Che hanno ragione. Ma dimenticano di aggiungere che questo si può dire di tutti i "nostri" alimenti. Non esistono in Natura, sulla Terra, alimenti dedicati all'uomo. Lo provano le migliaia di sostanze tossiche e cancerogene naturali presenti negli alimenti (la soia, p.es, è ricca di potenti sostante antinutritive che danneggiano lo sviluppo di vitelli e bambini, senza contare i fitormoni abortivi per la donna).
Eppure, per sopravvivere e continuare la specie Uomo, abbiamo dovuto trovare, inventare i nostri alimenti, sperimentandoli uno ad uno sulla nostra pelle, provando e riprovando ogni sorta di "cibo" potenziale. Alla fine, dopo una selezione naturale durissima durata qualche milione di anni ("Sono morti molti più uomini selezionati dai vegetali che aggrediti dagli animali feroci", ha detto l'oncologo Della Porta), dopo12 mila anni dall'invenzione dell'agricoltura, abbiamo finalmente un'idea dei cibi "buoni" (cioè a rischio tossicologico basso, il che non vuol dire nullo) e di quelli "cattivi" (cioè a rischio troppo alto, nel calcolo costi-benefìci). E l'uovo, come l'alimentazione tradizionale della nostra Cultura, che è etrusco-romana, fa parte dei primi alimenti, non certo dei secondi.
L'alimentazione pratica è un elemento culturale, cioè antropologico. Una invenzione dell'uomo. Lo prova la Tradizione antica. E che la Tradizione abbia visto giusto lo conferma ora la moderna Scienza sperimentale. Che altro c'è? Chi altro potrebbe opporsi?

MOLTO MEGLIO DEGLI INSIPIDI, COSTOSI E INUTILI TOFU E SEITAN. Diciamo che l'uovo non è capito dall'uomo, soprattutto in Italia, e perfino dall'uomo vegetariano, che invece abbocca al consumismo degli inutili, costosi, insipidi, esotici, poco versatili e meno salutari tofu e seitan, le cui proteine si assimilano solo in parte, poco più che per metà (tofu o "formaggio di soia") o un terzo (seitan, o glutine di frumento) rispetto all'uovo. Insomma, una vera ingiustizia scientifica, gastronomica, economica. E sì, perché un uovo medio costa meno di 17 centesimi (Todis, 6 uova medie A, euro 0.99). E la porzione tipo è minima: 1 uovo (50 g o poco più, di cui quasi tutti acqua). Talmente piccolo, questo alimento, che l'organismo quasi non se ne accorge, rispetto ai mezzi chili di verdura e frutta che dobbiamo consumare ogni giorno, agli etti di farinacei e (per alcuni ghiottoni, a loro rischio) perfino di formaggi. Senza contare che l'uovo si digerisce più rapidamente di carni e pesci, e perfino di molte verdure, molto più di latticini e formaggi straricchi di grassi e proteine (la "leggera" mozzarella, idolo di impiegate a dieta, ha ben il 17 per cento di grassi, molti dei quali saturi, e la porzione più comune è ben 100 g), in metà tempo o un terzo rispetto a pastasciutta, pizza o pane. Non ha difetti: è un cibo perfetto. Eppure, credenze popolari e leggende pseudo-scientifiche lo hanno penalizzato.

Monumento all'uovo, villa Pamphili (NV 29 mag 2011) UNO AL GIORNO TOGLIE IL MEDICO DI TORNO. E' vero, l'uovo fa morire. Fa morire di spavento un po' di dottori generici non al passo con la scienza, che non leggono le migliaia di studi scientifici che lo riguardano, dando così una mano alla meritocrazia e risolvendo in parte il problema del loro sovraffollamento. Come invenzione selettiva, sarebbe un ottimo "uovo di Colombo".
Un medico mio amico ha fatto due occhi così quando gli ho detto che mangio un uovo al giorno. Ma quando, per vedere che faccia faceva, gli ho confessato che questo accade da 35 anni, e che solo da 25 ne mangio uno al giorno (prima ne mangiavo due), l’ho visto sbiancare in volto. Temendo per la sua salute (magari aveva il colesterolo alto…), per tranquillizzarlo ho subito aggiunto che però ho poco colesterolo nel sangue. Non avrebbe battuto ciglio se gli avessi confessato che, in realtà, per "uovo", intendevo in gergo una "bomba" di hashish.

"AB OVO, USQUE AD MALA". Naturalmente, anche terapeuti naturisti, medici alternativi, perfino vegetariani – il che è davvero paradossale – e omeopati hanno l’uovo in antipatia. E sbagliano tutti: non bisogna anteporre le fisime dei medici del primo 900 o degli anni 50, o peggio le proprie idee, alla Scienza. Le "idee", le convinzioni personali sono riservate alla filosofia e alla politica. Eppure tutti dovrebbero guardare agli antichi Romani, il popolo più evoluto dell’Antichità, che nelle insalate e antipasti che aprivano il pranzo tipico d’un certo riguardo mettevano sempre l’uovo, ("Ab ovo usque ad mala", dall’uovo (notare il singolare) alle mele (si noti il plurale), forse anche per il suo significato simbolico di fecondità e ricchezza (v., in basso, il singolare “monumento all’uovo” che ho fotografato nella romana villa Pamphili). E nessun medico antico, né il greco Ippocrate, né il romano Cornelio Celso, ha messo in guardia con un "Cave ovum", mi pare.

QUELLI CHE CREDONO ANCORA AL "PERICOLO GIALLO". Ma, che volete farci, anche i medici moderni, dall’alto della loro "Arte medica" (si chiama così, giustamente: la Scienza è altra cosa, e la fanno i ricercatori), sono uomini e, come vedremo, hanno i loro tabù, le loro leggende metropolitane, i loro comportamenti emotivi. Come non capirli? Hanno a che fare solo con malati. Sanno tutto delle malattie, ma nulla dello "star bene". Per loro il colesterolo è visto solo come eccesso. Abituati a temere il colesterolo nel sangue, finiscono per criminalizzarlo anche nell'alimentazione. Si allarmano anche quando è nel piatto, e non credono come ha scoperto la scienza che quasi non c’è alcun rapporto tra le due percentuali. Il mio amico medico, come molti suoi colleghi, è a contatto ogni giorno col pubblico dei pazienti che gli porta analisi con colesterolo sovrabbondante nel sangue, è convinto che la letteratura scientifica non sia mai abbastanza provata, e crede ciecamente, come se fosse chimico e non biologo, solo alla composizione dell’uovo. Il solo fatto di essere straricco di colesterolo (nel tuorlo, l’albume ne è privo) rende ai suoi occhi l’uovo un veleno per i malati dei più diversi disturbi cardiaci e metabolici, e un cibo ad alto rischio perfino per i sani. Ripeto, è strano per i medici, che in genere all’Università odiano la chimica.
Voi direte: eh, ma questi sono i medici delle Asl, la prima linea, paziente o sbrigativa, talvolta eroica, della sanità pubblica. Gli specialisti sono altra cosa. Davvero? Un dietologo di successo, autore di rubriche di medicina sui giornali, proibiva anni fa - poi ho smesso di seguirlo - le uova in modo tassativo ("al massimo, 2 o 3 a settimana") anche a chi sprizzava salute da tutti i pori. Sempre per via del colesterolo, ovviamente.
Ma i nutrizionisti, almeno… Macché, anche lì si annidano medici paurosi e cautelosi. Un popolare manuale di alimentazione per le famiglie del Reader’s Digest, redatto "con la supervisione e la consulenza dell'Istituto Nazionale della Nutrizione [oggi Inran], ente di Stato dipendente dal Ministero dell'Agricoltura ma pieno di medici e specialisti, permetteva la carne di manzo ogni giorno, ma le uova solo "2-3 volte a settimana" e, orribile a dirsi, i legumi, com’è noto potentissimi anti-colesterolo, solo "moderatamente" (2-3 volte) o "raramente", cioè 1 volta a settimana. Spero che ora abbiano cambiato idea (anche questi mi sono stancato di seguirli), ma chi ci ripaga di tanti errori? Altro che "danno biologico": bisognerebbe estendere i risarcimenti anche alle verità scientifiche non accettate dagli ambienti conservatori, oppure accolte da medici, nutrizionisti e dietologi italiani con 10 o 20 anni di ritardo (1).
Dopo oltre vent’anni dai primi studi scientifici che provavano l'azione ipocolesterolemizzante dei legumi sull'uomo e sugli animali, quasi tutti i medici di base e buona parte degli specialisti in malattie cardiovascolari o ignorano del tutto o non danno alcuna importanza pratica alle numerose scoperte scientifiche sui rapporti tra alimentazione e colesterolo. I luoghi comuni permangono immutati nella classe medica: le uova "alzano il colesterolo ematico", come del resto il latte "intero"; i legumi sono "indigesti e ricchi di fattori antinutrizionali" (antitripsine, lectine, ecc.), perciò vanno ridotti. I nutrizionisti, poi, per deformazione professionale, mostrano un sacro terrore per ogni tipo di anti-enzima proteolitico e in genere per ogni principio che si oppone all'assimilazione dei nutrienti. Peccato che la scienza moderna, in studi ormai consolidati, abbia accertato che sono proprio i temuti fattori antinutrizionali dei legumi i più potenti anti-colesterolo della dieta, e che uova e latte intero incidono pochissimo sul colesterolo ematico. Il latte, addirittura, in certi casi abbassa la colesterolemia.

25 UOVA QUOTIDIANE PER IL VECCHIETTO DELL'OREGON. Uova o no? È vero che il tuorlo di un uovo di 58 g contiene 292 mg di colesterolo (504 mg/100 g, fonte INN-INRAN), ma si tratta di una quantità molto piccola rispetto ai 1000 mg o più di colesterolo che l'organismo produce ogni giorno a partire da altre fonti, come ha ricordato J. Bland fin dal 1985.
Fatto sta che la fisiologia del metabolismo umano è tale che nella maggioranza dei soggetti il normale consumo giornaliero di uova non aumenta il colesterolo ematico in modo sensibile. Già nel 1977 Kammerow et al. dimostrarono che 465 mg di colesterolo di 1 uovo per di più unito ad una crema di latte, non alzavano il livello di colesterolo ematico, come non lo faceva aumentare il consumo continuato di 2 uova al giorno per 54 giorni. Risultato confermato da Glueck e Connor (6), come ha riportato su The Lancet A.Macnair:

"Studi metabolici condotti sull'uomo hanno dimostrato che un ulteriore aumento dell'assunzione di colesterolo oltre i 500-600 mg/die non porta di solito ad un ulteriore aumento sostanziale della concentrazione plasmatica di colesterolo... Nel 93% dei maschi di Framingham [famoso studio sulle coronaropatie (5)] l'assunzione di colesterolo con la dieta era superiore a 400 mg/die e non vi era alcuna relazione tra l'assunzione e i livelli plasmatici di colesterolo" (2)

Più di 2 uova intere al giorno producono solo un piccolo aumento di colesterolo ematico. Addirittura, mezza tazza (si tratta della grossa "american cup" da colazione) di uova intere, aggiunte alla normale dieta, innalzava il colesterolo ematico appena del 9 per cento. Studio confermato da altri, cito a memoria, con tazze intere di tuorli (quanti? certo, più di 20...) (3).

Ma il caso scientifico più sbalorditivo è un altro. Ha fatto scalpore il caso (4) di un americano di 88 anni d’un gerontocomio del Colorado che si era nutrito in media di 25 uova al giorno per almeno 15 anni, godendo nel complesso di buona salute e facendo registrare un tasso ematico di colesterolo normale, tra i 150 e i 200 mg, come riporta lo studio di F.Kern (non biologo ma medico, si noti). Studio che ha fatto epoca, e che per dare una risposta a questa enormità deve ipotizzare e provare un “mechanism of adaptation” dell’organismo nella sintesi e nell’assorbimento del colesterolo. Il che, sia chiaro, non è un invito ad imitare il vecchietto svitato, ma certo serve a far cambiare idea a medici e pazienti che irrazionalmente penalizzano l’uovo, fosse pure uno solo al giorno.

Per vedere come si comportasse l’organismo in casi “estremi” o insoliti nella sintesi degli acidi biliari e nell’assimilazione del colesterolo, lo studioso ha provato nella medesima ricerca la somministrazione di 5 uova al giorno a 11 volontari in buona salute, 10 donne e 1 uomo, tra 30 e 60 anni, per 16-18 giorni, pari a circa 2590 mmol (1000 mg) di colesterolo aggiuntivi. Ebbene, riporta lo studio, si sono dimostrati normali i livelli di lipidi plasmatici dei soggetti: colesterolo totale, 5,18 mmol per litro (200 mg per decilitro); LDL, 3,68 mmol per litro (142 mg per decilitro) e HDL, 1.17 mmol per litro (45 mg per decilitro). Il rapporto tra LDL e colesterolo HDL è stato 3.15. (4). Insomma, anche se non ci convince la selezione di troppi volontari di sesso femminile, probabile punto debole dell’esperimento, si trattava purtuttavia di ben 5 uova al giorno e per molti giorni. Il che, unito alla vicenda singolare dell’uomo di 88 anni, non può certo essere senza importanza.

UN GIALLO SENZA COLPEVOLI. È chiaro, insomma, che il colesterolo degli alimenti è "in transito": come entra, così esce. L’organismo è dotato di un sistema raffinato ed efficiente per la sua eliminazione con le feci. Perciò le uova in sé non hanno colpe, ha concluso il ricercatore Kern. Semmai è il fegato poco funzionale nelle persone malate a sintetizzare grandi quantità di colesterolo, senza che gli acidi biliari riescano ad eliminarlo. Per di più, possono agire sul meccanismo i fattori genetici (esistono intere famiglie predisposte, come sa qualunque medico), e d’altra parte i meccanismi che regolano il metabolismo del colesterolo sono soggetti a variazioni individuali.

LA PROTEINA ELETTIVA PER I VEGETARIANI. L’uovo, cibo così semplice, sano, che miracolosamente si conserva fresco a lungo (l’ideale sarebbe che fosse conservato in una catena del freddo, ma non avviene), se non è cotto male o fritto, ma appena bollito o cotto a metà in tegame, è il cibo più leggero e assimilabile che esiste. Più delle stesse verdure, appesantite dalla cellulosa. Ma quali raccomandazioni dare ai vegetariani? Mangiare uova più spesso: fanno soltanto bene. Se non bastassero gli esperimenti scientifici, vi convinceranno l’aneddotica e le biografie. Mia nonna, morta a oltre 90 anni e attiva fino all’ultimo, consumava un uovo al giorno, come regola di vita. Lo stesso faccio io.

COME MI SENTO DOPO AVER MANGIATO 19.000 UOVA. Anzi, su questo punto sono un po’ imbarazzato… Devo confessare che nei lontani anni 70, molto giovane, poco esperto, da poco vegetariano, essendo carenti a quei tempi gli studi e le pubblicazioni scientifiche (la scienza si è cominciata ad occupare seriamente di alimenti solo dagli anni 80), per il tipico timore dei vegetariani di "non avere abbastanza proteine", aggiungevo ogni giorno alla normale dieta, già sovrabbondante di latte e formaggi, un paio di uova. Questo durò circa 20 anni (tranne in agosto). E dunque erano 13.200 uova. Nessuna conseguenza, ed ero troppo giovane e ottimista per pensare anche lontanamente di misurarmi il colesterolo. Poi, quando agli inizi degli anni 90 vennero fuori i grandi studi sui legumi e gli alimenti integrali, "scoprii" i legumi e mi ci buttai a pesce. Ora divoro legumi di ogni tipo ogni giorno della mia vita. Mi piacciono molto ed ho scoperto infiniti sapori, colori, proprietà. Naturalmente, letti i nuovi studi, ho eliminato il litro di latte al giorno (incredibile, solo a scriverlo!) che ho bevuto per più di dieci anni e ridotto a poche decine di grammi al giorno i formaggi che mi piacciono tanto. Scegliendoli (il Nico 2, quello scientifico, è severissimo, e non è facile per il Nico 1 prevalere) addirittura tra quelli che mi piacciono meno o i più salati e immangiabili allo scopo di ingannare il gusto. Ma l’abitudine, ormai più che trentennale, di "un uovo al giorno" continua, dal '90 (solo un uovo, ormai, e di quelli piccoli, da 50 g). In totale, ho calcolato che dal gennaio 1970 ad oggi, senza contare le uova dell’adolescenza e dell’infanzia, ho consumato l’enormità di 19.000 uova di gallina. Colesterolo nel sangue? Troppo basso: l’ultima misurazione è 145.

DIETA EFFICIENTE. Non dico che esista necessariamente un rapporto con la mia dieta (cereali integrali al 100 per cento tra cui molta avena, legumi ogni giorno, da 6 a 9 porzioni di verdura e frutta, olio, qualche scaglia di latticini e un uovo), ma certo la mia dieta naturale non ha peggiorato la funzionalità del corpo e la psiche come ho visto in tutte, dico tutte, le persone che conosco, coetanee o anche molto più giovani. Nessuno di loro mi sta dietro, specialmente se sono vegan. Ho continuato ad essere un tipo giovanile e ho modi e idee giovani, dimostro almeno 15 anni di meno, ho esattamente il peso che avevo a 18 anni (68 kg per 180 cm), ho grandissima memoria, velocità in tutto, apprendo cose nuove, sono capace di lunghe camminate in montagna con ogni tempo, e all'occorrenza di correre o saltare, so salire su un albero, so scendere velocemente anche senza sentiero per fossi e dirupi. Ho iniziativa, idee personali, fantasia, senso critico, humour e abilità in svariati campi. Anzi, sto cercando amici e amiche così, ma non li trovo: presentatemeli.

AH, SE POTESSI AVERE UNA FRITTATA! Ma com'erano preparate le 19.000 uova che ho mangiato finora? Appena cotte. Per almeno i quattro quinti dei casi il tuorlo era crudo. L’albume sempre cotto. Rare le frittate, che pure mi piacciono tanto. Il Nico-2, che pure mi concede una-due volte all'anno un'abbuffata carnascialesca (quest'anno ho mangiato, una settimana fa, tutto in una volta, mezzo chilo di formaggi; mentre l'anno scorso a Bari bevvi, io astemio, ben tre bicchieri, di seguito, di vino rosso, come sempre per meravigliare gli astanti…), sulle uova non transige e pone problemi salutistici. Sostiene che, poiché ne mangio uno al giorno, che almeno sia sempre privo di condimento grasso, e dunque niente olio fritto o comunque cotto, perciò non restano che uova alla coque o in tegame senza olio. E conoscendo la psicologia di Nico-1 gli fa notare che una frittata o una omelette è di "lunga e complessa preparazione". E poi ci sarebbe una padella da pulire… Risultato: i due Nico concordano, per diversi motivi, nel non mangiare quasi mai frittate o omelette… purtroppo!).

PER I SOLITI NEGATI IN CUCINA. Non provate con la solita scusa che "non sapete cuocere un uovo al tegamino". L'uovo, anzi, fa per voi. Le uova sono facili, magre, leggere, quasi instant food, e sono presenti in oltre la metà d’un intero ricettario. Uova bollite à la coque, uova sode, frittate, omelette, crepes, sformati e soufflé, torte salate e dolci, creme d’ogni tipo, paste all’uovo integrali… L’uovo può essere ovunque, e per scommessa si potrebbe facilmente preparare un intero pranzo con tutti piatti contenenti uova, dall’antipasto al dolce.

DIETRO IL GIALLO… C’E’ SEMPRE IL BIANCO. Che altri consigli posso dare, invece, agli ipercolesterolemici vegetariani, ammesso che esistano? Le uova sono comode, perché risolvono alla grande il problema delle proteine per il veg. Se le uova sono l’unica soluzione pratica veloce e-o piacciono molto e si è meno fortunati del vecchietto dell'Oregon in quanto a capacità metaboliche, nel senso che familiarmente si è soggetti al ipercolesterolemia perfino mangiando solo verdure e frutta, vale il consiglio di Bland di preferire l'albume e consumare un solo tuorlo ogni 2 o 3 uova, conservandone così, intatto, il valore nutritivo.

Sull'uovo si veda sul blog "Alimentazione Naturale" anche un articolo generale e un articolo specifico che critica uno studio contrario. Su questo blog, inoltre, si veda anche un articolo documentato con due studi recenti sull’utilità dell’uovo nel prevenire la degenerazione maculare e la cataratta, grazie alla luteina e zeaxantina molto assimilabili che contiene.

Questo articolo, con parecchie modifiche e qualche aggiunta, è basato sulla pagina dedicata ai luoghi comuni sull'uovo della voce "Colesterolo" del mio Manuale di Terapie con gli Alimenti, Mondadori 1995-2001, pp.760 (esaurito). Oggi la bibliografia è infinitamente più ricca, ma per ora mi limito a quella originale. In seguito aggiungerò qualcuno dei tanti studi recenti, che sono ancora più favorevoli e convincenti.

.

1. Mangiare meglio per vivere meglio, ed. Reader's Digest, Milano 1987, pp. 87 e 93.
2. F.A.Kummerow et al., Am. J. Clin. Nutr. 30:664-673, 1977. H.H. Vorster e coll. Am J Gin Nutr 55:400410, 1992. A.Macnair, The Lancet (ed. it.) 1,5,346, 1984.
3. S.L.Roberts e W.E. Connor. Am J Gin Nutr 34:2092, 1981.
4. F.Kern, Normal Plasma Cholesterol in an 88-Year-Old Man Who Eats 25 Eggs a Day. Mechanisms of Adaptation. N Engl J Med 1991; 324:896-899.
5. T.R.Dawber, 1980.
6. C.J.Glueck e W.E. Connor. Am J Gin Nutr 32:727-737, 1978. Del resto, non vi è rapporto tra consumo di uova e incidenza di malattie cardiache. T.R. Dawber e J. Pool, Am J Clin Nutr 36:617,1982.

.

IMMAGINI. 1. LA PROVOCAZIONE DEL FOTOGRAFO. Uova cotte in stampini a forma di cuore. Per smentire la diceria non scientifica che l’uovo sarebbe dannoso “a causa del colesterolo”. 2. IL MONUMENTO ALL’UOVO. Un insolito, forse unico al mondo, “monumento all’uovo”, visibile a villa Doria Pamphili, Roma (foto di Nico Valerio). Non si sa nulla di questa singolare colonna con un uovo alla sommità, probabile monumento beneaugurante. L’uovo era per gli Antichi simbolo di fertilità. E che si tratti d’un uovo non ci sono dubbi. 3. IL VECCHIETTO DELL’OREGON. Ecco, più o meno, quante uova (ma nella foto sono "solo" 22, anziché 25) quel matto di 88 anni del gerontocomio dell'Oregon ingurgitava ogni giorno. Per la felicità di cardiologi ed ematologi della zona: quando lo avrebbero trovato più un altro volontario gratuito come quello per i loro studi?

Etichette: , ,

18 Commenti:

Anonymous Donatella ha detto...

Bello e coraggioso.

12 settembre 2008 23:27  
Anonymous Veg from Toscane ha detto...

Ottimo sito, perché non lo pubblicizzi di più? Meriterebbe.

17 settembre 2008 12:33  
Anonymous Anonimo ha detto...

Caro Nico,
hai avuto un'ottima idea come sempre. Finalmente una presa di posizione chiara e un bel sito che si rivolga ai latto-ovo-vegetariani senza farli sentire in colpa. Era ora!
Little Sweet Star

17 settembre 2008 16:27  
Blogger Nico Valerio ha detto...

Grazie Donatella, Veg toscano e Stella, ma in colpa mi sento io: vorrei pubblicare un articolo al giorno, magari breve e pimpante, ma per ora non ho tempo. Sicuramente andrà meglio tra qualche giorno.

19 settembre 2008 00:26  
Anonymous Roberto Accornero (da Torino) ha detto...

Scopro ora i tuoi blog (ma non ignoravo la sua esistenza). Grazie di cuore per la tua competenza, passione e profondità, mi sono sempre trovato a disagio verso le incongruenze e i gravi errori informativi che si trovano nei giornali, anche quando citano fonti che dovrebbero essere autorevoli. Per le uova, grazie ancora di aver fatto chiarezza. Sai qualcosa dei mangimi che vengono dati alle galline, in che misura pensi influiscano sull'uovo che mangiamo?

27 settembre 2008 12:05  
Blogger Sywen ha detto...

Ciao Nico, sono venuta a dare un'occhiata anche a questo tuo blog. Sai ne ho lette tante sulle uova e sul latte, e sul perchè diventare vegani è un dovere morale ancor più del diventare "semplici" vegetariani. Onestamente ho parzialmente risolto il problema legato all'allevamento intensivo andando a prendere il latte dalla latteria vicino a casa (dove vedo le mucche personalmente) e le uova dal contadino in fondo alla via, dove le galline sono *veramente* allevate allo stato biologico. Io sono una persona fortunata, però bisogna veramente sottolineare il fatto che le galline da allevamento intensivo non producono uova così salutari e sane come dovrebbe essere in realtà. Tornando alle proprietà nutritive, beh credo che prima di colpevolizzare l'uovo, i medici dovrebbero iniziare a dire ai loro pazienti di limitare salami e soppresse... e forse il colesterolo si abbasserebbe sul serio, altro che uova e uova :D
Spesso mi ritrovo a pensare a quanto io sia fortunata... sono entrata nel latto-ovo vegetarianesimo grazie allo yoga, nel centro che frequento c'è una concentrazione di latto ovo vegetariani da far paura, e grazie a loro ci sono entrata in modo più o meno consapevole, ho fatto qualche corso di cucina naturale per imparare a cucinare i legumi e i cereali integrali nel modo corretto, a usare le alghe come integratori e come cibo, a conoscere davvero gli alimenti per ciò che sono fatti e per come funzionano all'interno del nostro organismo. E spesso appunto penso a chi è diventato vegetariano dieci, venti, trenta anni fa, in modo indipendente... quanta fatica, soprattutto all'epoca in cui era facile essere posti sotto giudizio processuale per una scelta di vita così innocente come il vegetarianesimo, e non solo, fatica nel reperire ingredienti di un certo tipo, o spezie, o comunque l'informazione stessa, quando internet era ancora praticamente solo un sogno.... Aggiungo anche questo tuo blog ai feed. Ciao e buona domenica

28 settembre 2008 10:44  
Blogger Nico Valerio ha detto...

A Roberto, certo che i mangimi influiscono, a cominciare dal colore del tuorlo... Se il furbo ovicoltore che conosce la psicologia del consumatore aggiunge i coloranti carotenoidi e xantine (credo) il tuorlo risulta di un bel arancione.
Io ricordo però che mia nonna che allevava gallina in totale libertà vicino ad un bosco prendeva un uovo da sotto la gallina e me lo dava da bere. Ebbene, il tuorlo era solo giallo non arancione.
Solo il mais, ricco di carotenoidi, dà il colore arancione. oppure le xantine derivate o sintetiche.
E non parliamo poi delle proteine unite ai mangimi! Le galline di mia nonna mangiavano anche vermetti e insetti del terreno, ma negli allevamenti moderni intensivi - dopo l'evento Mucca pazza - dà più garanzie il magime solo vegetale. Le uova solo "vegetali" sono presenti nei supermercati a pochi cent in più.
Ecco l'uovo (con latticini, carne e pesci)dovrebbe essere biologico. Più ancora di verdura, cereali, legumi e frutta che bio o non bio sono quasi la stessa cosa.
.
Però tranquillo: la massa di un uovo è talmente poca cosa rispetto ai chili di cibi giornalieri che... è quasi nulla. Ormai ho capito che è in termini relativi che si deve parlare di rischio, visto che purtroppo tra migliaia di sostanze chimiche naturali presenti nei cibi, inquinamento e sofisticazioni umane,l'eventuale inquinamento prodotto da un uovo, anche se per ipotesi consumato ogni giorno, non modificherebber il "monte chimico". Nei miei corsi a domande del genere faccio sempre questo esempio: hai mai provato ad aggiungere un pizzico di sale o di zucchero ad un chilo di farina con cui fai il pane? Non si nota, non si sente. Piuttosto, prima d'ogni altra cosa occupiamoci della sanità e naturalità della farina, cioè dela cibo che consumiamo di più (in peso). Viste le attuali raccomandazioni dei Consensus dovrebbero essere verdure, frutta e farine. Oltreché... l'acqua.

04 ottobre 2008 00:58  
Blogger Nico Valerio ha detto...

Grazie Sywen per aver capito che era davvero difficile decenni fa essere veg. Basta dire che per leggere qualcosa di più serio dovetti andare a Londra....:-) Dove trovai un sacco di libri e libretti. Ma tutti "nostri", cioè alternativi, missionari. Io invece cercavo le prove scientifiche: è la mia forma mentis. Io al vegetarismo, come a qualsiasi cosa arrivo dalla Ragione (l'anagramma di Nico Valerio è Invero Laico...). Proprio perché stupida e irrazionale combatto la caccia, p.es. Sono stato io a proporre il I referendum contro, tnti anni fa. Tu, come molti altri amici, siete arrivati al v. dall'esigenza di spiritualità, completezza, esoterismo. Doti ugualmente apprezzabili.
Due modi diversi ma convergenti: gli uni servono agli altri. Uniti siamo inattaccabili.
La Scienza allora non si occupava della cosa, la giudicava una fisima, una fissazione, o una cosa ad alto rischio fino agli anni 80.
Poi da allora una nuova generazione di ricercatori ha cominciato ad occuparsi di ogni singolo alimento e di tutte le diete possibili. Grazie - indovina un po' - ai grossi finanziamenti che ogni Paese destinava alla ricerca sul cancro. Io stesso ho imparato tutto sulle riviste di tossicologia, farmacologia e oncologia. Perciò i ricercatori hanno cambiato idea sul vegetarismo: hanno trovato che è anticancro. E poi a forza di sperimentare, amche antidiabete, anticolesterolo ecc ecc.
Come confermo a Roberto le uova risentono direttamente del mangime, quindi il biologico le (ci) farebbe bene. Ma, poiché tutto è relativo nel cibo, i vantaggi delle uova - perfino quelle non bio - sono tali che superano anche i piccoli eventuali svantaggi (rischi di sofisticazioni da mangimi). E il vantaggio primo è quello di... non farci mangiare carne. Senza darci problemi di sorta, perché anzi ha proteine qualitativamente superiori. E' l'unico cibo che può fare questo. Tutti gli altri danno problemi e condizioni: i latticini, anch'essi superiori per proteine alla carne, sono ad alto rischio a causa dei grassi, i sanissimi e ottimi legumi vanno complementati con cereali nel medesimo pasto per avere davvero proteine pari alla carne.

04 ottobre 2008 01:30  
Anonymous Roberto da Torino ha detto...

Giustissimo, la relatività del rischio. Al di là dell'aspetto rassicurante che può essere collegato agli studi scientifici, c'è sempre un margine, di dimensioni non definite non esplorabile, soggettivo, o comunque, come appunto dici tu, relativo, dove si collocano alcuni misteri come (non so se le mie informazioni sono corrette) l'alto consumo di burro e panna dei francesi e la scarsa incidenza di malattie cardiovascolari (qualcuno pensa a un effetto compensatorio del vino rosso), o il mio amico sessantenne che fuma sessanta sigarette al giorno ed è in perfetta salute (ha smesso col vino)...

04 ottobre 2008 20:34  
Anonymous Anonimo ha detto...

ciao a tutti, sono vegetariana da più di 20 anni, ho studiato medicina tibetana e ayurvedica e secondo me non esiste un cibo che fà bene a tutti e uno no (a parte il riso bollito o per contro i cibi fritti) tutti gli alimenti hanno un potere curativo ma soprattutto tutti hanno una parte buona e una tossica che deve essere tolta per mezzo di cottura o essicatura o altri metodi.
comunque le uova per me sono carne e non le mangio, in più ci sono studi asiatici mistici che spiegano il perchè è meglio non mangiarle. rimane il fatto che le uova hanno potere post-digestivo riscaldante e non vanno mangiate in casi di infiammazioni, febbre, febbre nascosta o immatura o cronica, ecc..ciao a tutti claudia

20 novembre 2008 14:04  
OpenID Max ha detto...

ciao

in merito a questa guida:

Un popolare manuale di alimentazione per le famiglie del Reader’s Digest, [omissis], permetteva la carne di manzo ogni giorno

hai per caso un riferimento preciso che puoi condividere?

grazie

25 ottobre 2010 12:03  
Blogger Nico Valerio ha detto...

Ma, a memoria dovrebbe essere il volumone per famiglie Mangiare meglio per vivere meglio, se ricordo bene. Roba degli anni 80.

25 ottobre 2010 12:54  
Blogger Nico Valerio ha detto...

Mi accorgo solo ora del commento Anonimo delle vegetariana di Torino che sostiene che per gli orientali le uova "riscaldano". Nulla di tutto ciò risulta non solo dalla scienza, ma anche dalle tradizioni popolari dell'Occidente. Mia nonna, morta a 90 anni mangiava un uovo al giorno. E io la sto imitando (colesterolo totale: 165).
Ma poi che significa "riscaldare"? Nulla.

25 ottobre 2010 12:57  
OpenID mbigatti ha detto...

è del 1987 - l'ho richiesto in biblioteca; grazie Nico, come sempre gentilissimo

27 ottobre 2010 15:45  
Anonymous Tatiana ha detto...

Ah, ah, ah, gustosissimo e anticonformista. Com'è la scienza per chi la sa leggere. Il monumento all'uovo non l'avevo mai visto: uno scoop! Complimenti a baci. Tatiana

29 maggio 2011 18:34  
Anonymous Laura ha detto...

Interessante. Purtroppo davvero poco sostenibile dal punto di vista 'etico'. Infatti se tutti mangiassimo un uovo (o più) al giorno, sarebbe difficile fare marcia indietro sugli allevamenti intensivi, e questo significa, oltre che ignorare quello che comporta per gli animali, non considerare l'aspetto salutistico (per via di mangimi, antibiotici, ecc.) essendo inconciliabile 'biologico' e 'intensivo' nella pratica. Io sono dell'idea che mangiare uova in alternativa ai legumi possa andare bene quando si riesce ad acquistarle in montagna/campagna o da piccoli allevamenti biologici (quindi non così frequentemente). Tra l'altro mi sembra anche difficile che i poveri nella Roma antica potessero permettersi di mangiare uova ogni giorno (le famiglie erano più numerose di oggi e non possedevano molte galline, d'inverno le galline non producono tante uova, ecc...).

30 marzo 2012 12:27  
Blogger Nico Valerio ha detto...

Laura, le uova non sono una "alternativa ai legumi", che ci devono essere il più spesso possibile, anche ogni giorno, ci mancherebbe, ma alla carne!
Quindi un obiettivo per volta.
Già sarebbe molto, moltissimo questa minore violenza, unita alla qualità nutrizionale. Vogliamo tutto e subito? Impossibile: finiremmo per non avere nulla. Ecco, attenta all'estremismo. Passare dalla situazione di oggi, a dieta iper-carnea, al veganismo puro, è una esagerazione impossibile, un estremismo utopistico. Te ne rendi conto?
Non dobbiamo chiedere ciò che vorremmo in un nostro pewrsonale "mondo ideale" (se no io chiederei uno fatto di donne bellissime... e senza inquinamento, per miracolo), ma più realisticamente (e il realismo è segno di intelligenza) un mondo possibile. Sì, gli Etrusco-Romani, cioè la civiltà millennaria da cui proveniamo, mangiavano spesso le uova, cibo economico e popolare: lo dicono gli autori latini. Nei secoli ancora più antichi, essendo tutti, dico tutti, pastori, mangiavano ogni giorno grosse quantità di latticini. C'è poco da censurare la Storia secondo la nostra "fede" attuale, questa è la nostra alimentazione naturale tradizionale.
E poi tu individualmente puoi benissimo mangiare quello che credi, ma non puoi deformare la Storia e la Scienza sulla base delle tue convinzioni fideistiche, o imporre agli altri ciò che credi. Io essendo un esperto e avendo responsabilità verso gli altri, devo e voglio essere moderato e razionale. Quindi ragiono sulla base della Storia e della Scienza. Le quali sono quasi sempre d'accordo.

30 marzo 2012 13:03  
Anonymous Laura ha detto...

No, no, il veganismo puro non c'entra, non sono più vegana né estremista, anzi sono vegetariana e mi pongo continuamente delle domande sulle scelte che faccio. Penso quindi che invitare a passare dal mangiare carne ogni giorno al mangiare uova ogni giorno sia una soluzione piuttosto controproducente; c'è sicuramente un'alternativa auspicabile e praticabile. Può sembrarci brutto, ma è più innaturale l'allevamento intensivo rispetto alla saltuaria (se così fosse..) uccisione di un animale (in natura e con lo scopo di cibarsi), infatti in natura gli animali si cibano gli uni degli altri (il senso di giustizia e compassione sono tipicamente umani, e non so se abbia senso voler applicare la nostra etica agli animali), mentre non c'è nulla di simile all'allevamento e allo sfruttamento intensivo.
Comunque con 'alternativa ai legumi' intendo l'utilizzo delle uova alternato nei diversi pasti a quello dei legumi (+cereali) o di altri alimenti (semi oleosi, formaggio, ecc.) come fonte proteica.
Per quanto riguarda la ricerca, ci sono continuamente delle novità che ci smentiscono o degli studi contraddittori o superficiali (e infinite variabili che possono intervenire a falsare i risultati); l'esempio della nonna si potrebbe portare anche per quanto riguarda la carne..
Questo discorso poi potrebbe continuare all'infinito perché quando si vogliono combinare l'etica, la nostra idea di naturalità e la scienza non si può arrivare ad un'unica conclusione.
Grazie comunque per i suoi articoli che sono sempre spunto di riflessione.

30 marzo 2012 18:44  

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page

Creative Commons License
Il blog "Love-Lacto-Ovo-Vegetarian" di Nico Valerio è protetto da licenza
Creative Commons, Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia
.
E' vietata la riproduzione senza riportare il nome dell Autore, il titolo del blog e il link del blog.
E' vietata ogni modifica del testo, ogni utilizzazione per fini commerciali o per avvalorare tesi contrarie a quelle del blog
Love-lacto-ovo-vegetarian.blogspot.com