Un uovo al giorno: luteina per gli occhi, e senza rischi per la salute
Dalle crespelle con le noci agli sformati di verdure, dalla stracciatella in brodo vegetale all’omelette con erbe aromatiche, dalle tagliatelle di pasta con le uova condite con funghi alla crema pasticcera, dalle torte rustiche alla salsa maionese (rigorosamente fatta in casa), mille sono i modi di impiegare le uova in gastronomia. Le uova sono un alimento naturale antichissimo, sano, “magro” e leggero nella digestione. Alimento di alta qualità indicato senza limiti stretti per i sani, giovani o vecchi, sportivi o sedentari, d’estate come d’inverno, ma non vietato del tutto – purché sotto controllo del medico specialista – neanche per chi ha problemi di fegato, metabolismo, colesterolo, trigliceridi ecc. Perciò non roviniamole con fritture, tanto più se prolungate, ad alto fuoco, o con inutili e distruttive stracotture. E invece, perfino un semplice uovo al tegamino (“semplice”? quale famoso gastronomo disse che è “l’esame di laurea” di ogni cuoco?) certa gente lo fa orribilmente bruciacchiato, amarognolo. Perfino l’umile uovo sodo o bollito riescono a rendere indigesto, non levandolo a tempo dall’acqua, appena bolle: e se si forma l’alone verdastro va senza pietà gettato via.
L’uovo è fondamentale per i vegetariani, perché insieme con i latticini (di cui, però, non si può eccedere, a causa dei grassi) è l’unico alimento che conferisce la vitamina B12. E sbagliano a volerlo limitare a 3-4 volte alla settimana, anche per i sani, molti medici di base (che confondono il colesterolo alimentare con quello ematico…), alcuni dietologi e perfino i nutrizionisti nelle loro raccomandazioni. Tutta questa strana paura, questa immotivata prudenza, non tiene conto né nella realtà aneddotica, né nella scienza. E’ infatti contro l’osservazione empirica (quanti anziani in buona salute consumano un uovo al giorno!) e i molti studi scientifici, che dimostrano che in soggetti sani 1 o 2 uova al giorno – e perfino valori più alti – neanche si notano, cioè non innanzano il colesterolo né i trigliceridi nel sangue, come riferisco in sintesi in un articolo, fondamentale perché documentato da molti studi poco noti ai medici e ancor meno al largo pubblico, tra cui quello famoso dell’uomo di 88 anni dell’Oregon che mangiava per depressione 25 uova al giorno, sano come un pesce, e degli 11 volontari adulti a cui erano state somministrate 5 uova al giorno in più per 17 giorni, tutti col livelli ematici entro la norma (F. Kern).
Ma l’uovo può essere utilizzato anche per ridurre alcuni rischi, cioè usato in prevenzione.
La luteina e la zeaxantina, due carotenoidi coloranti e antiossidanti presenti in vegetali verdi a foglia, e abbondanti nel tuorlo dell’uovo, poiché aiutano a filtrare i raggi ultravioletti UVA proteggendo dal danno ossidativo di lungo termine, contribuiscono a conservare la salute degli occhi e la qualità della vista durante l’invecchiamento, prevenendo la degenerazione maculare della rètina e la cataratta, che spesso tra gli anziani conducono a riduzione della vista e cecità. Ma, attenzione, non bisogna aspettare di essere anziani per preoccuparsi della rètina e consumare uova! E a questo scopo si sa che è più facile per tutti, anziani o giovani, consumare un uovo, che oltretutto fornisce luteina e zeaxantina più assimilabili di quelle delle verdure o dei supplementi, che prepararsi una insalata mista con i vegetali più ricchi di luteina (p.es. gli spinaci). Le uova contengono 331 microgrammi di luteina-zeaxantina per 100g. Un uovo da 61 g dovrebbe contenere perciò circa 202 microgrammi dei due carotenoidi. Un uovo piccolo (50g) ne ha 165 circa. Ma la quantità è variabile, e dipende oltre che dalla cottura, anche dal mangime. Le galline allevate a terra in modo tradizionale, cioè semi-brado (ruspanti), sono più ricche di luteina e zeaxantina. Come per tutti i carotenoidi, sono relativamente termostabili, cioè resistono ad una moderata cottura.
E’ invece poco noto che il consumo anche quotidiano di uova, in piccole quantità (p.es. 1 uovo al giorno), non innalza nelle persone in buona salute il colesterolo e i trigliceridi nel sangue, né i rischi di infarto e malattie cardiovascolari. Mentre contribuisce a colmare i deficit nutrizionali (soprattutto vitamina B12) che una dieta come quella vegetariana, di per sé tendenzialmente sana, anzi preventiva, potrebbe avere se mal eseguita. Cosa che accade assai di frequente. Perciò questo sito, come quello cugino di Alimentazione Naturale, sta conducendo da tempo, esclusivamente sulla scorta di studi scientifici seri e fuori di qualunque fanatismo ideologico, una campagna di divulgazione scientifica, soprattutto ad uso di medici di base, nutrizionisti, dietologi, vegetariani e naturisti, contro una leggenda metropolitana di origine medica (medici di base) e ideologica dura a morire.
Incrociando le due scoperte, ormai confermate da tempo da sempre nuovi studi, si ricava un messaggio chiaro per i cittadini in genere, e i vegetariani in particolare.
Uno studio di coorte, qui riportato in sintesi, della Facoltà di medicina del New Jersey su 9734 adulti (25-74 anni di età) seguiti per 20 anni ha esaminato l’associazione tra consumo di uova, rischio cardiovascolare (infarto, ischemia, malattie coronariche) e mortalità. Il consumo di uova era diviso in tre scaglioni: zero o meno di un uovo a settimana, da 1 a 6 uova, più di 6 uova a settimana.
Dopo gli opportuni aggiustamenti statistici per età, sesso, razza, livelli di colesterolo ematico, indice di massa corporea, diabete, pressione sistolica, fumo di sigaretta e livello scolastico, i ricercatori hanno provato che non c’erano differenze significative in livelli totali di colesterolo, LDL, HDL e trigliceridi (questi ultimi, addirittura leggermente inferiori) tra coloro che consumavano più di 6 uova a settimana e chi non ne consumava nessuna o meno di 1, riguardo al rischio infarto, ictus ischemico, e coronariopatie. Solo l’analisi nel sottogruppo dei soggetti malati di diabete mostrava che il consumo di oltre 6 uova a settimana sembrava associato ad un aumento di rischio coronarico.
Le conclusioni, dunque, confermano ciò che già avevamo scritto citando altri studi: una media di 1 uovo al giorno non aumenta il rischio di infarto e ictus. In quanto all’aumento di rischio di malattie coronariche tra i diabetici per alti consumi di uova, il collegamento non è chiaro e richiede – hanno detto i ricercatori – ulteriori studi.
Il secondo studio, qui riportato nella versione completa, dell’Università del Massachusetts, ha voluto sperimentare che effetto facesse sui valori di luteina, zeaxantina, colesterolo e trigliceridi nel sangue il consumo di 1 uovo al giorno per 5 settimane in 33 uomini e donne anziani (dai 60 anni in poi). L’esperimento clinico cross-over e casuale è durato 18 settimane, e comprendeva per tutti un periodo di avvio, 5 settimane di dieta con uova, 5 settimane di dieta senza uova, più un adeguato periodo di “pulizia” degli effetti della dieta precedente (“wash-in”). Il risultato, anche in questo caso, era che le concentrazioni nel sangue di colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi negli anziani non erano aumentate. Mentre erano significativamente aumentate la luteina e la zeaxantina protettive dell’occhio contenute nel tuorlo d’uovo.
Le uova si confermano, dunque, un cibo sano e preventivo, importante specialmente per i vegetariani. I più attenti all’origine e ai rischi da mangimi industriali degli allevamenti potranno rivolgersi alle uova biologiche.
Anche se è bene sottolineare che un uovo è una porzione alimentare piccolissima. Per un uovo grande, di 61 g (un uovo piccolo pesa circa 50 g), tolti guscio ed acqua, il peso dei nutrienti si risolve in appena 14 grammi circa. Una quantità infinitesima che si perde nel chilogrammo e più di alimenti normalmente assunti in una giornata, tra verdure, frutti, cereali, legumi, semi oleosi, bevande ecc.
REGULAR EGG CONSUMPTION DOES NOT INCREASE THE RISK OF STROKE AND CARDIOVASCULAR DISEASES.
Qureshi AI; Suri FK; Ahmed S; Nasar A; Divani AA; Kirmani JF. Med Sci Monit. 2007 Jan; 13(1):CR1-8.
Epidemiological and Outcomes Research Division, Zeenat Qureshi Stroke Research Center, Department of Neurology and Neurosciences, University of Medicine and Dentistry of New Jersey, Newark, NJ, USA.
BACKGROUND: We performed this study to examine the association between egg consumption and risk of cardiovascular diseases and mortality in a nationally representative cohort of 9734 adults aged 25 to 74 years.
MATERIAL/METHODS: Egg consumption was categorized into no or less than 1 egg, 1 to 6 eggs, or greater than 6 eggs per week. Cox proportional hazards analysis was used to identify the relative risk (RR) of incident stroke, ischemic stroke, coronary artery disease and mortality over a 20-year follow-up in all participants and subsequently in diabetic participants.
RESULTS: After adjusting for differences in age, gender, race, serum cholesterol level, body mass index, diabetes mellitus, systolic blood pressure, educational status and cigarette smoking, no significant difference was observed between persons who consumed greater than 6 eggs per week compared to those who consume none or less than 1 egg per week in regards to any stroke (RR, 0.9; 95% confidence interval (CI), 0.7 to 1.1), ischemic stroke (RR, 0.9; 95% CI, 0.7 to 1.1), or coronary artery disease (RR, 1.1; 95% CI, 0.9 to 1.3). In subgroup analysis among diabetics, consumption of greater than 6 eggs per week was associated with an increased risk of coronary artery disease (RR 2.0, 95% CI 1.0-3.8).
CONCLUSIONS: Consumption of greater than 6 eggs per week (average of 1 egg or greater per day) does not increase the risk of stroke and ischemic stroke. The increased risk of coronary artery disease associated with higher egg consumption among diabetics warrants further investigations.
CONSUMPTION OF ONE EGG PER DAY INCREASES SERUM LUTEIN AND ZEAXANTHIN CONCENTRATIONS IN OLDER ADULTS, WITHOUT ALTERING SERUM LIPID AND LIPOPROTEIN CHOLESTEROL CONCENTRATIONS. J Nutr. 2006; 136(10):2519-24
Goodrow EF; Wilson TA; Houde SC; Vishwanathan R; Scollin PA; Handelman G; Nicolosi RJ Center for Health and Disease Research, Department of Clinical Laboratory and Nutritional Sciences, University of Massachusetts Lowell, MA 01854, USA.
Abstract. Lutein and zeaxanthin accumulate in the macular pigment of the retina, and are reported to be associated with a reduced incidence of age-related macular degeneration. A rich source of lutein and zeaxanthin in the American diet is the yolk of chicken eggs. Thus, the objective of the study was to investigate the effect of consuming 1 egg/d for 5 wk on the serum concentrations of lutein, zeaxanthin, lipids, and lipoprotein cholesterol in individuals >60 y of age. In a randomized cross-over design, 33 men and women participated in the 18-wk study, which included one run-in and one washout period of no eggs prior to and between two 5-wk interventions of either consuming 1 egg or egg substitute/d. Serum lutein 26% (P < 0.001) and zeaxanthin 38% (P < 0.001) concentrations increased after 5-wk of 1 egg/d compared with the phase prior to consuming eggs. Serum concentrations of total cholesterol, LDL cholesterol, HDL cholesterol, and triglycerides were not affected. These findings indicate that in older adults, 5 wk of consuming 1 egg/d significantly increases serum lutein and zeaxanthin concentrations without elevating serum lipids and lipoprotein cholesterol concentrations.
TABELLA. Come si vede, i valori nel sangue dei 33 soggetti (Studio Goodrow su adulti anziani) che avevano consumato per 5 settimane 1 uovo al giorno oppure nessun uovo sono del tutto simili. Anzi, i trigliceridi di chi prendeva 7 uova a settimana sono curiosamente più bassi di poco. Legenda: colesterolo totale (TC), colesterolo LDL (LDL-C), colesterolo HDL (HDL-C) e trigliceridi (TG).
IMMAGINE. Una classica frittata. Frittate, omelette alle erbe aromatiche, alle spezie, alle verdure, alle cipolle, o al formaggio (poco, se non volete che siano indigeste e grasse), uova in tegame (col tuorlo rigorosamente crudo), crespelle, uova bollite, sformati, brodo vegetale con stracciatella (delicato e squisito), uova à la cocque, torte rustiche alle uova, torte integrali dolci (poco) con uova nell’impasto e coperte di frutta, uova sode, creme e budini, lasagne di farina integrale alle uova, salsa maionese fatta in casa ecc. Mille sono i modi gustosi, semplici o raffinati per impiegare le uova ogni giorno nelle ricette.
Etichette: cardio-vascolari, colesterolo, occhio, ricerca, uova, uovo

Lacto-ovo-vegetarian è la definizione scientifica usata nelle ricerche biologiche e mediche per denotare il vegetariano completo, che consuma anche latte, latticini e uova, e che quindi non ha in teoria problemi di vitamina B12, calcio assimilabile e proteine di alta qualità.







13 Commenti:
Grande articolo. Chiarissimo come sempre.
Bello e documentato. Sono caduta dalle nuvole: per me è tutto nuovo.
Terapia nutrizionale: anche 30 a settimana.
Angela, stai scherzando o che? Se non stai scherzando, a parte il famoso caso in letteratura del "vecchietto dell'Oregon" che a 80 anni mangiava ogni giorno soltanto frittate di decine di uova (colesterolo ematico entro i limiti!), ci sono molti casi di adolescenti o giovani sanissimi che si fanno - oltre al resto - 2 uova in tegamino (quindi tuorlo crudo...) ogni giorno per molti anni, senza problemi. Ma davvero non andrei oltre, né per numero di uova né per anni di età. In modo continuativo, s'intende, perché per una sola settimana si potrebbe in teoria. Ma poi a quale scopo? Per la B12? Non vale la pena. Per la luteina basta un solo uovo/die. Un organismo potrebbe avere limiti diversi nel metabolizzare ed espellere così tanto colesterolo alimentare. A meno che.... O forse, sì, a patto di mangiarsi anche 2 piatti di legumi al giorno e non assumere nessuna altra fote di colesterolo. Infatti Bland sosteneva negli anni 80 che noi possiamo normalmente metabolizzare anche 1000 mg/die da alimenti. Bah, non so, e non mi va di fare una ricerca per una cosa così strana e inutile. Visto che quasi nessuno in Italia mangia uova in eccesso. Anzi, ne mangiano troppo poche.
Su "La legge di attrazione" le demonizzano e così pure il latte e derivati...Io non so più cosa è bene mangiare e cosa no, però non me la sento di mangiare solo verdure cereali e legumi come dicono loro...
“Legge di attrazione”? Ideologie. Filosofie. Poesia, forse. Recenti, oltretutto, come volevasi dimostrare. Né gli antichi Etruschi-Romani, che sono i nostri progenitori, né gli scienziati moderni. Ma allora che resta? Appunto, tutta quella melma mistificatoria e imbrogliona di sottocultura, fanatismi, quel Medioevo di "idee", fisime, superstizioni, che non accetta né la Tradizione su cui si fonda la nostra Cultura antropologica, cioè le nostre radici (è quelle storiche sono delle prove regine, eccome), né la Scienza (altre prove). Ma se devo "credere" ai pareri dei fanatici ideologi che "costruiscono" dei castelli alimentari teorici coerenti e immaginari mai realizzati nella Storia dell'Uomo, quindi falsi, allora è più razionale convertirti all'Islam o allo Scintoismo. Cara amica, noi siamo etrusco-romani, quindi dobbiamo cercare nelle nostre radici. Che poi sono simili alle radici di TUTTI I POPOLI della Terra! Non diamo ascolto ai mistificatori, agli imbroglioni, ai propagandisti fanatici. Abbiamo fatto tanto per districarci dalle religioni!
Un regime alimentare non si "decide" a freddo, in teoria, da zero. Non è una filosofia, che si può inventare. Il passato, che è una prova non smentibile, è il nostro punto di riferimento. Certo, ci possono essere miglioramenti e piccole variazioni, ma sempre tenendo contro delle nostre Tradizioni e della Scienza.
quindi l'alone verde deve essere buttato via perchè più indigesto? e secondo te qual'è il metodo di cottura migliore per l'uovo?
ALTRI RISCHI? Scrive Annachiara: "Ma Nico l'hai visto lo studio secondo cui il consumo di uova aumenta il rischio di cancro alla prostata? http://cancerpreventionresearch.aacrjournals.org/content/early/2011/09/15/1940-6207.CAPR-11-0354.short?rss=1
Dice "Men who consumed 2.5 or more eggs per week had an 81% increased risk of lethal prostate cancer compared to men who consumed less than 0.5 eggs per week".
RISPOSTA: Grazie. Il presente articolo si riferiva solo ai rischi ovvi per le uova, che hanno colesterolo e poco altro, cioè cardiovascolari. E li escludeva.
Lo studio che suggerisci, invece, è uno dei classici studi epidemiologici basati sui questionari di massa, spesso non veritieri (dobbiamo basarci sulla memoria o l’onestà dei soggetti), comunque imprecisi e addirittura fuorvianti, perché l’uomo a differenza dei topi in una giornata-settimana-mese-anno mangia e beve e assume di tutto, anche farmaci, e non lo si può condannare ad assumere a lungo un solo alimento sotto controllo. Figuriamoci per osservazioni protratte per molti anni, dove intervengono infiniti fattori ambientali, alimentari, chimico-farmacologici e perfino psico-somatici che differenziano enormemente un soggetto dall'altro. Per fare un esempio banale: un soggetto è ingiustamente incarcerato o divorzia, e somatizza in modo abnorme (accade) abbattendo le difese immunitarie e ammalandosi di cancro.
Ma soprattutto, chi mangiava uova poteva averle mangiate (e nel mondo anglosassone è la regola) come “egg and bacon”, cioè con la pancetta fritta…! Cibo di per se ad alto rischio cancerogeno. Nulla infatti dice la ricerca statistica dei grassi di accompagnamento o del tipo di cottura.
Già questi due elementi sono così gravi da annullare quasi uno studio, pur così interessante. E’ così, infatti, che per ogni alimento - a cercare bene in letteratura - ci sono articoli contrari che lo associano a qualche rischio.
E del resto, ragioniamo: quale potrebbe essere la “sostanza” colpevole così tossica da agire perfino in 2 sole uova a settimana? La composizione dell’uovo è ben nota (quasi tutta acqua) e innocua. Tranne in teoria il colesterolo, appunto, che però come abbiamo visto quasi non viene assimilato, e comunque è stato accertato che ha proprietà protettive immunitarie… E dunque?
Tutte risposte che lo studio si guarda bene dal dare, anzi, neanche si pone gli interrogativi. E’ solo una statistica, grossolana necessariamente come tutte le indagini sulle diete complessive. Particolarmente non indicativa per un alimento che al contrario di carne, pesce, verdura e frutta, pesa pochissimi grammi a porzione… E quindi per essere dannoso, tanto da prevalere tra un mare di alimenti nella dieta, dovrebbe avere chissà quali sostanze tossiche o cancerogene. Che invece non ha: vedi tabelle dell’IARC di Lione.
Anzi, un bello spirito potrebbe arguire che, essendo il cancro della prostata tipico dei maschi anziani, questo studio vuol dire solo che un certo uomo anziano è portato più facilmente a prepararsi delle uova per cena (o per colazione) rispetto ad altri scaglioni.
Studio falso? No, vero. Ma va interpretato in modo intelligente, cioè scientifico, da persone intelligenti. Comunque trasformerò questo primo commento in un articolo a sé, pubblicando anche lo studio.
Nessuna sostanza contenuta nell'uovo è cancerogena, dici bene. E del resto si tratta di una porzione di pochi grammi rispetto ai chili di alimenti vari mangiati al giorno. Quindi quello studio è fatto male!
Proprio in questi giorni gli archeologi hanno trovato uova in una tomba etrusca.
Prova che oltre al significato simbolico (vita, generazione, fertilità), l'uovo è un cibo antichissimo dell'Uomo, sicuramente consumato molto spesso. Che non può essere messo in discussione ora.
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_novembre_02/necropoli-uova-tomba-etrusca_f6d86ee6-0570-11e1-bcb9-6319b650d0c8.shtml
In effetti questa ricerca è molto interessante e da oggi in poi mangerò sicuramente qualche uovo in più. Tuttavia, il consiglio di mangiarne anche 1 al giorno non lo trovo molto sensato, è sempre e comunque un alimento di origine animale...!
"CIBO ANIMALE". Ida, e allora, cadiamo nei tabù religiosi, animistici, fanatici (tra l'altro del tutto moderni, visto che in nessuna cultura di casa nostra gli Antichi sottostavano al tabù del "cibo animale).
Mi sforzo di dimostrare (la Storia è la Prima delle prove) che l'Uomo è stato quasi sempre lacto-ovo-veg senza saperlo, e che cento prove dimostrano che l'origine della nostra cultura antropologica è nel latte, e tu mi vieni fuori col "cibo animale" che mette insieme abusivamente animali uccisi e animali... munti?
Suvvia, è una sciocchezza: non possiamo considerare la mungitura equivalente all'uccisione. E' contro la cultura, la storia, l'intelligenza, perfino la morale. Perché vuol dire non saper distinguere moralmente tra atti umani. Il latte fu certamente tra i primissimi cibi dell'Uomo, e tu vorresti cancellare Preistoria e Storia? Ridicolo. E' una idea sbagliata, che fa ridere antropologi e storici: cerca di cambiarla. Perché?
Perché con questo criterio non dovresti neanche più vivere. Infatti lo SAI, non puoi non saperlo: camminando uccide anche una sola formica. E non è vero che "non puoi farne a meno". Volendo, potresti evitarlo, come fanno i monaci giainisti: con lente di ingrandimento, spazzola leggera e un incedere lentissimo potresti camminare senza uccidere nessun animale. E invece NON LO FAI. Quindi sei incoerente e dunque sbagli.
Come se ne esce? Con regole più leggere, meno estreme, meno religiose, più realistiche e di buonsenso. Appunto la dieta vegetariana nel senso più largo. Tanto, ci pensa la scienza a farci ridurre al minimo latticini e uova, ma per motivi di prevenzione. Ma è il divieto assoluto la cosa che deve ripugnare ad ogni persona laica e intelligente. Al punto che bisognerebbe comunque mangiare un uovo a settimana solo per dimostrare a se stessi di essere liberi e intelligenti.
La non violenza che si può praticare umanamente non può mai essere totale, ma è moderata, parziale, di tendenza. Gli intelligenti lo hanno capito da un pezzo.
Abbiamo fatto tanto per toglierci di torno le regole severe e ottuse delle religioni: non tollereremo certo altri divieti bislacchi, tanto più se infondati storicamente.
[Il ritardo della risposta è dovuto al cambio rubrica del pc, alla perdita di molte email e al recupero tardivo e parziale di alcune email]
E QUALI SAREBBERO LE SOSTANZE "NOCIVE" DELLE UOVA? A quelli che dicono o scrivono che le uova sono cibo a rischio (magari opponendo quale studio epidemiologico-statistico) si può obiettare quello che si deve obiettare sul latte: e per quale sostanza, quale componente nutrizionale? Non ci sarebbe risposta. Infatti l'unico componente teoricamente a rischio, il colesterolo del tuorlo, in pratica non è a rischio neanche con alti consumi di uova. Infatti studi seri dimostrano che 1-2 uova al giorno NON innalzano il colesterolo ematico. Per alzarlo del 10% bisogna arrivare alla quantità assurda di una tazza colma di tuorli.
E allora? Sono una sciocchezza i timori per consumi normali (cioè piccoli) quotidiani di uova (e latte-yogurt). Se uno studio dimostra un rischio maggiore per chi consuma più uova, è perché magari queste uova in eccesso sono il rivelatore di una INTERA DIETA IN ECCESSO. P.es. mangiare molte uova all'anglosassone, cioè insieme a bacon, carni grasse, fritti, salumi e formaggi ogni giorno, più dolci e bevande dolci. Questo il punto. Ma le uova da sole non hanno alcun elemento negativo. Anzi.
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