Dieta vegan: "troppe carenze se escludi latte, formaggi e uova"
"Quali sono gli effetti sulla salute delle diete vegane, che escludono tutti gli alimenti di origine animale compresi, quindi, latte e derivati e le uova?
Non si sa con certezza, anche perché il termine "vegetariano" viene utilizzato per indicare diete molto diverse, compresa quella vegana, e questo rende difficile capire quali sia l’impatto di ciascuna sulla salute.
Inoltre, non è facile separare l’effetto della dieta da altri aspetti dello stile di vita, che nei vegetariani, in genere, risulta spesso più attento.
Dai dati disponibili (non molti) i vegani, se confrontati con altri vegetariani, sono più magri, hanno più bassi livelli di colesterolo e di pressione arteriosa. Riguardo ai tumori, però, gli studi epidemiologici condotti sinora non hanno fornito prove convincenti che una dieta vegana fornisca una significativa protezione, e questo nonostante la grande quantità di vegetali assunti dai vegani e l’assenza di alimenti, come la carne rossa e le carni lavorate, che sono stati associati con un aumentato rischio di tumori del colon retto.
Si pensa, quindi, che la responsabilità di questo mancato effetto sia da ricondurre al basso livello di vitamina D, spesso riportato nei vegani e di recente associato con un aumentato rischio di tumori.
"Nella dieta vegana - ricorda Carlo Cannella - è elevato il rischio di carenze in particolare di ferro, zinco, calcio: quello contenuto nel latte e derivati è assorbito più facilmente rispetto a quello presente nei vegetali.
Inoltre, la dieta vegana è priva di vitamina B12 importante per la maturazione dei globuli rossi e coinvolta nel metabolismo della omocisteina.
La dieta vegana è anche povera di acidi grassi omega 3 a lunga catena che si trovano soprattutto nei pesci grassi. Gli omega 3 si possono ottenere anche a partire dall’ acido alfa linolenico presente in alcuni ortaggi e nelle noci, ma sono particolarmente necessari nei primi anni di vita e nella vecchiaia proprio quando questo processo di conversione dell’acido alfa linoleico risulta meno efficiente".
Etichette: adolescenti, anziani, bambini, carenze, donne, formaggi, latte, latticini, uova, vegan

Lacto-ovo-vegetarian è la definizione scientifica usata nelle ricerche biologiche e mediche per denotare il vegetariano completo, che consuma anche latte, latticini e uova, e che quindi non ha in teoria problemi di vitamina B12, calcio assimilabile e proteine di alta qualità.







7 Commenti:
Ma i pesci come esempio di omega 3 fanno a pugni anche con la dieta vegetariana.
La vitamina D è prodotta perlopiù dall'esposizione alla luce solare (a meno di mangiare etti di burro).
La B12 è vero: o l'integratore o niente vegan!
Mammafelice, il prof. Cannella correttamente non invita i vegetariani a mangiare pesce, si limita a dire tra parentesi che il pesce ne è la fonte principale (perché, non è vero?). Ma lui stesso suggerisce l'alternativa al pesce (le noci). Quindi è chiaro che il vegetariano trarrà gli omega-3 dalle noci. E chi vuole, anche dai semi di lino macinati.
La vit.D in chi abitualmente usa latticini non scremati (la D è liposolubile, quindi sta nei grassi) non dà problemi di carenza nei vegetariani accorti e completi. Io non ho mai visto conclusioni del genere negli studi. Ecco perché io consiglio sempre il latte a 3,5 g di lipidi (tanto, per il resto è... tutt'acqua...) e sconsiglio vivamente i formaggi teneri e light che tutte le ragazze, tutte (mi sono appostato più volte davanti ai banconi dei supermercati) scelgono...
E invece, ogni tanto gustiamoci una coppetta di pura panna (vera) montata con fragole. Già nei miei libri rivelai che la panna a differenza del burro è sana e... poco grassa: appena 23,9-35% in lipidi totali. (Di cui una buona parte salutari: quasi un terzo sono monoinsaturi, come quelli dell'olio d'oliva...) Invece, quasi tutti i formaggi hanno grassi analoghi o più abbondanti della panna: perfino la "leggera" fontina ha il 26,9%.
Quindi per incamerare vit. D e A retinolo, panna, latte intero, yogurt intero e latticini. Solo che la domanda di latticini magri o light da parte del pubblico femminile, aizzato dalle dietologhe stupide, impedisce ai produttori di mettere sugli scaffali, p.es, lo yogurt intero: non lo si trova più. Tutta vit.D perduta...
Perché, si sa, gli stupidi credono che faccia ingrassare il grasso, non le calorie in eccesso...:-)
A proposito di noci e semi: mi ritrovo spesso a consigliare quelli di provenienza locale, meno a rischio di aflatossine,grazie al nostro clima. Come tutti sappiamo le aflatosine, prodotte da alcune muffe, aumentano il rischio di tumori all'apparato gastrointestinale, in particolare al fegato. Secondo me non è un problema trascurabile. Che ne pensi, Nico?
E per quanto riguarda il consumo del pesce, per i vegetariani seri, come ci si comporta con lo spauracchio dell'inquinamento da mercurio? quante porzioni a settima sono consigliabili?
Grazie, a presto. :)
Giusi, le aflatossine sono un terribile rischio (tumori al fegato) ed è corretto ridurre il cibo importato, ma purtroppo non sono presenti solo sui semi oleosi, ma sui cereali, legumi, mangimi, perfino nel latte. Gli Stati si cautelano con soglie massime per campione, ma... Tutto, dal pane alla pasta, dalla frutta secca ai dolci può avere tracce di aflatossine. Sarebbe folle inseguirle e combatterle nel luoghi d'origine umidi e poco igienici: meglio distruggerle nello stomaco stesso con gli antiossidanti naturali di frutta fresca e verdura. Ecco l'importanza che siano presenti in ogni pasto, insieme a polifenoli vari (cibi integrali ecc).
Sul pesce, non ho capito: sì, è ricco di mercurio se è di grossa taglia (è alla fine della catena alimentare carnivora...), ma la cosa riguarda gli onnivori, non i vegetariani. A meno che non ti sia sfuggito il lapsus per "naturisti".
I cosiddetti "fish-vegetarian" (!) sono i neofiti che stamno per diventare vegetariani. Ma non lo sono ancora.
ops...
Mi permetto di correggere questa tua affermazione:
"I cosiddetti "fish-vegetarian" (!) sono i neofiti che stamno per diventare vegetariani. Ma non lo sono ancora."
Ci sono VEGANI che mangiano molluschi dicendo che sono un alimento vegano perché non soffrono (!!!)
Anonimo, non escludo che possa esistere un vegan totalmente deficiente o opportunista (come anche tra vegetariani, onnivori ecc). Ma lasciami dire che mi sembra molto strano che un vegetariano-vegan non consideri animali le vongole o le cozze. Li chiameremo, con un neologismo inventato qui e ora, "fool-vegetarian", veg un po' fuori di testa... O per rifare il verso al grande Flaiano, "vegetariani alle vongole". Cioè poco seri, inaffidabili. Ecco perché, poi, nelle inchieste demoscopiche italiane i veg risultano addirittura 2 milioni e più. Macché, non saremo neanche 500 mila. Ma forse la fetta di mercato veg fa già gola a qualche pool di industrie... E ai demopscopici conviene mantenersi alti...
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