LACTO-OVO VEGETARIAN

La vera dieta vegetariana
normale, completa,
sana, naturale,
preventiva,
senza carenze,
senza ipocrisie,
senza fanatismo,
secondo la Tradizione
e la Scienza più moderna

30 ottobre 2008

Veggies più protetti. Ma perché? Ecco i fattori possibili

La vera V del vegetarismo

Per proteggere, protegge, ma con quali possibili "meccanismi d'azione"? Insomma, in che modo l'alimentazione vegetariana protegge dal cancro? Se lo chiedono da anni i ricercatori di tutto il mondo, i quali osservano come i "veggies" non entrino più negli studi scientifici per il rischio potenziale di carenze nutrizionali, come accadeva un tempo, ma piuttosto come soggetti beneficiati da un minor rischio in tutte le Civilization Disease, o malattie degenerative, da quelle cardiovascolari all'obesità, dal diabete ai diversi tipi di tumori, appunto.
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Su quest'ultimo punto, ecco il parere, datato ma per la concisione con cui è espresso sicuramente di grande utilità per i giovani o nuovi vegetariani che ci leggono, del dr. John Weisburger, della Loma Linda University, noto ricercatore nel campo della prevenzione oncologica:
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I vegetariani si ammalano meno di cancro?
In effetti, si ammalano meno di cancro rispetto agli onnivori. Tuttavia, non è noto in che misura questa differenza dipenda dalla dieta. Lo studio del cancro è complicato poiché è una malattia che può svilupparsi nel corso di decenni. E, poiché molti fattori legati allo stile di vita ne influenzano il rischio, è sempre difficile stabilire quale sia l'effetto reale di uno solo di tali fattori. Per esempio, i vegetariani potrebbero avere un tasso ridotto di mortalità perché sono meno obesi, praticano più attività fisica, fumano meno e si sottopongono con maggiore frequenza ai controlli medici. L'incidenza più bassa di abitudine al fumo è uno dei motivi per cui i vegetariani sviluppano meno frequentemente il cancro polmonare. In alcuni casi, abbiamo buoni motivi per credere che una dieta vegetariana sia protettiva. Ciò è chiaramente palese nel caso del cancro del colon. E, sebbene il rischio per il cancro della prostata e della mammella può non essere significativamente inferiore, molti studi hanno trovato una relazione tra il consumo di prodotti animali e il rischio di questi tipi di tumore.
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I fattori che nelle diete vegetariane sembrano essere protettivi contro il cancro sono i seguenti:
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I vegetariani consumano più fibre
Infatti, i vegetariani assumono 2-3 volte più fibre rispetto ai non-vegetariani. Il National Cancer Institute (Usa.) raccomanda l'assunzione di 20-35 g di fibra al giorno. Un Occidentale medio ne consuma appena 15 gi al giorno. I vegetariani ne consumano tipicamente 30-45 g al giorno.
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I vegetariani consumano meno grassi
I lacto-ovo-vegetariani consumano una dieta che contiene circa il 10 per cento in meno di grassi rispetto alla dieta non-vegetariana, mentre la dieta vegana contiene circa il 20 per cento in meno di grassi. Le diete ad alta percentuale di grassi possono aumentare il rischio per i principali tumori quali quello alla mammella, al colon ed alla prostata. C'è comunque possibilità di miglioramento, anche nelle diete vegetariane. Molti vegetariani seguono diete che superano il limite superiore di 30 per cento di grassi fissato dal National Cancer Institute. E molti esperti credono che questi limiti siano ancora troppo elevati.
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I vegetariani non mangiano la carne
La carne rossa in particolare può dare origine a composti cancerogeni quando cucinata ad elevate temperature. Certi gruppi di individui possono essere particolarmente a rischio se consumano carne, a causa del modo in cui il loro organismo metabolizza questi composti cancerogeni.
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I vegetariani mangiano più frutta e verdura
I vegetariani consumano maggiori quantità di questi alimenti e possono introdurre maggiori quantità degli agenti potenzialmente anti-cancerogeni contenuti nella frutta e nella verdura. (Ma chiunque, vegetariano o no, dovrebbe consumare maggiori quantità di questi alimenti protettivi.)
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I vegetariani consumano più sostanze fitochimiche
Questi sono composti biologicamente attivi presenti soltanto negli alimenti vegetali. Le piante li producono per proteggersi da una miriade di fattori ambientali stressanti, e queste sostanze possono essere protettivi anche per noi.
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I vegetariani hanno riserve di ferro più limitate

Livelli elevati di ferro possono aumentare il rischio di cancro, sebbene questa sia ancora una supposizione. Il ferro in eccesso può generare specie molto reattive di radicali liberi che possono a loro volta danneggiare le cellule.
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I vegetariani assumono più antiossidanti

Questi composti contribuiscono a neutralizzare gli effetti dei radicali liberi. Alcuni sono vitamine, quale il beta-carotene (precursore della vitamina A), la vitamina C e la vitamina E, mentre alcuni sono sostanze fitochimiche, non propriamente nutritive. I vegetariani assumono il 50 per cento in più di vitamina C rispetto ai non vegetariani ed il doppio di vitamina E e di beta-carotene.
JOHN WEISBURGER.
(trad. Roberta Trevisanato e Luciana Baroni)

Obiezioni e commenti. Il peso minore non è la causa, ma l'effetto
Nulla da dire sui 7 possibili fattori protettivi dei vegetariani. Negli ultimi anni hanno avuto ulteriori conferme. Qualche obiezione, invece, su 3 supposizioni di Weisburger espresse nel primo capoverso. La prima è che forse i vegetariani sono più sani perché "meno obesi". Ma la logica direbbe l'opposto. In realtà, il minor peso, lungi dall'essere la causa, è la conseguenza dell'essere vegetariani. Naturalmente, il prodotto non cambia: sempre meno rischio hanno.
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"Si sottopongono con maggiore frequenza ai controlli medici".
In Italia, non credo. Forse le donne, ma perché donne, non vegetariane. Conosco decine di vegetariani che hanno un sacro terrore di studi medici e ambulatori ASL, fedeli al motto "Meno medici incontri e meno medicine prendi nella tua vita, meglio è". Da naturista, sui farmaci sono ovviamente d'accordo. Che poi a pensarci bene è la norma di vita degli stessi medici, definiti dalle statistiche sanitarie, in media, "molto trasandati" nel curarsi. Ma sulle visite mediche e in genere sulle pure diagnosi non sono così Robinson. Conoscere è sempre utile e saggio: basta non esagerare in diagnostica, come si fa in Italia.
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Allora "praticano più attività fisica"?
Ma per carità... E' famosa la pigrizia dei vegetariani. Da anni, per esempio, cerco di convincere i vegetariani di Roma e del Lazio a fare sport, anzi il più naturale degli sport, l'escursionismo in ambienti bellissimi, nella Natura selvaggia e in montagna. In una città di 3 milione di abitanti, non sono mai riuscito ad avere più di 1 o 2 veggies nella comitiva. Tanto che mi sono spinto alle congetture più strane. Sembra quasi che il vegetariano medio abbia una "vita al risparmio", una condotta prudentissima e frenata che lo porta ad evitare ogni sforzo fisico intenso, come se fosse - che so - convinto di essere border line, al limite della sopravvivenza, e dunque non disposto a rischiare con attività non strettamente indispensabili la vita, la salute. Se non fosse un ossimoro, direi una vita "nervosa" (stanno sempre in giro) ma "al rallentatore", senza compiere mai esercizi intensi. Una vita leggera. Forse molti veg praticano una dieta sbagliata, troppo povera, carente di B12. Molti in realtà sono vegan ed hanno carenze gravi? Contrariamente alle cose che ripeto sempre e che ho visto confermate negli studi scientifici, come la predisposizione teorica, se la dieta è corretta, agli sport aerobici e di durata. E i "famosi campioni sportivi vegetariani" di cui ho scritto nel mio libro-guida sul vegetarismo Il Piatto Verde? Erano già sportivi quando divennero vegetariani.

Ma è anche la nostra "fissazione sul cibo".
Ma secondo me Weisburger ha dimenticato l'ipotesi più realistica. Noi vegetariani abbiamo meno rischi, perché oltre ai tanti antiossidanti della dieta, abbiamo la "mania del cibo", siamo cioè dei "fissati sull'alimentazione". E perfino le tante fanciulle che sbagliano dieta, riservano all'alimentazione un'attenzione continua, nevrotica, maniacale, ossessiva. Molta informazione e un monitoraggio continuo, che rendono più difficili o solo temporanei i grossolani errori degli onnivori. E poiché, ad ogni modo, tra fibre, sostanze anti-nutritive, timore di grassi e zuccheri e spinte cripto-anoressiche, ingeriamo meno calorie, gli effetti degli errori saranno sempre modesti, forse nulli. Elementare, Watson.

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