UNO SCIENZIATO CORAGGIOSO, CHIARO E CHE NON SI DA' ARIE: INSOMMA, POCO ITALIANO
Ah, se tutti gli scienziati, o anche solo i medici, i docenti universitari, gli intellettuali, o almeno i giornalisti, fossero così chiari nell’esposizione, lineari nel pensiero e efficaci nella comunicazione com’è Veronesi! Coraggioso, pieno di iniziativa e di idee originali, franco, chiaro, semplice, che non si dà arie, che non usa paroloni a sproposito, che non inventa neologismi, che non straparla in modo prolisso per non dire nulla. Sembra un anglosassone di oggi, o meglio un italiano antico, ma molto antico, diciamo del tempo degli antichi Romani. Ma oggi come siamo?
Come siamo cambiati, e in peggio! Oggi molti uomini di scienza e di cultura meno sanno, meno originali cioè meno intelligenti sono (e perciò più complessi d’inferiorità si portano dentro…), più sono oscuri nella forma e contorti o cavillosi nel pensiero. E più si danno arie. Guardatevi subito dalle persone che ostentano prosopopea, “dignità”, seriosità eccessiva, che si mettono da soli in evidenza in modo aggressivo e strafottente, senza poi aver fatto o detto o scoperto proprio nulla di originale e di serio: sono spesso dei personaggi televisivi, talvolta anche dei mediocri, e quando non sono mediocri sono dei furbi che profittano del successo popolare, ma restano insicuri di sé. Diffidate di chi parla difficile o in modo oscuro o inutilmente provocatorio: è potenzialmente uno che vuole imbrogliare o nascondere, o distrarre il pubblico facendo spettacolo. Eppure questi personaggi trovano sempre i gonzi, cioè la gente semplice che ci casca: "Ma quello è un pozzo di scienza", dicono. Figuriamoci: è solo uno che recita il ruolo del “sicuro di sé”.
IN ITALIA, PRETI, MEDICI E SCIENZIATI CON LA VESTE NERA DEL CLERICUS
Di persone così, che quasi sempre si danno un tono altezzoso e modi seriosi e autoritari, pontificano, recitano il ruolo dell’intellettuale della barzelletta, che poi è uno stereotipo popolare, sono pieni giornali, televisioni, Università, partiti, Parlamento. In fondo impersonano l’idea che il ragioniere o la casalinga, cioè l’uomo della strada, hanno del "professore universitario". Una persona che risponde appena al saluto, che disprezza gli altri, che impone soggezione. E' anche questo un lascito della cultura umanistica cattolica, spagnolesca e italiana, col ruolo definito dalla lunga veste nera di clericus, che poi fu per secoli anche la divisa dei medici. I medici di Pinocchio.
Nei Paesi della Riforma protestante, invece, scienziati e intellettuali sono persone semplici e alla mano, spesso divertenti. Sono persone che studiano e che sanno (ma lo devono dimostrare, perché possono essere licenziati in ogni momento), che non si danno tono, e che devono essere così intelligenti da essere capiti da tutti. Che è un’abilità ulteriore rispetto a quella, relativamente facile, di essere capiti dai colleghi.
IL BELLO DELL'INTERVISTA: SEMPLICITA’ E FRANCHEZZA
Il chirurgo oncologo Umberto Veronesi, è tutto il contrario di questo ritratto-stereotipo che ci siamo divertiti a dipingere. Anche per questo, per questa sua semplicità e franchezza anglosassone, oltre al fatto che è vegetariano, ci piace. Ecco la sua intervista al settimanale Gente del 6 giugno scorso. Veronesi ritiene, come noi, che “Le uova, il latte e i suoi derivati o il miele sono utili all’organismo”. Rispetto per l’ideologia estrema dei vegan, ma sensatamente aggiunge: “Non mi sentirei di promuoverla presso tutta la popolazione, come invece penso sia giusto fare con il vegetarianesimo”. Da notare, infine, che l’anziano Veronesi usa ancora il termine che si usava molti decenni fa: vegetarianesimo. Oggi è preferibile vegetarismo.
NICO VALERIO
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Ma ecco finalmente l’intervista:
Professore, Lei da quanto tempo è vegetariano?
Da sempre, o meglio da quando ho iniziato a scegliere la mia alimentazione. La mia famiglia era di origine contadina e io ho trascorso la mia infanzia in campagna, circondato da vitelli, agnelli, puledri, e tanti animali che consideravo i miei amici. Crescendo, il solo pensiero del loro sacrificio è diventato per me inaccettabile. La mia scelta vegetariana è perciò una scelta etico-filosofica. Ho il massimo rispetto per la vita in tutte le sue forme, specie quando non può far valere le proprie ragioni. Il cibo per me è una forma di celebrazione della vita, un premio dopo la fatica e un momento di gioia autentica, come lo era appunto da bambino. Per questo non mi piace celebrare la vita negando la vita stessa ad altri esseri viventi. Sono contrario ad ogni forma di violenza, anche quella esercitata nei confronti degli animali da allevamento quando vengono torturati: immobilizzati per impedire il movimento, ingozzati di cibo e anche percossi crudelmente (come succede in Giappone) perché la loro carne sia più grassa e bianca al momento del macello. L’uomo è davvero l’animale più crudele.
Perché dobbiamo diventare vegetariani?
Non si tratta di un dovere ma di una libera scelta, ispirata dal rispetto per la vita e dalla solidarietà verso gli esseri viventi. E intendo anche gli uomini, quelli più indigenti, che soffrono la fame. Oggi abbiamo sufficienti dati per confermare che ridurre il consumo di carne nel mondo occidentale può contribuire a ridurre la scarsità di cibo e di acqua nei Paesi più poveri. Perché in realtà i prodotti agricoli sarebbero sufficienti a sfamare tutti se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da allevamento, perché i terreni destinati al pascolo potrebbero essere coltivati e dare più alimenti, perché per produrre un chilo di carne occorrono 20.000 litri d’acqua.
Ci sono i vantaggi per la salute? E quali? E svantaggi?
Non ci sono dubbi che un’alimentazione povera di carne e ricca di vegetali sia più adatta a mantenerci in salute. Attraverso tutti gli alimenti che ingeriamo, noi immettiamo nel nostro organismo una certa quantità delle sostanze tossiche solubili disperse nell’ambiente. Queste sostanze si accumulano più facilmente nel tessuto adiposo, dove rimangono per molto tempo esponendoci più a lungo ai loro effetti tossici. Frutta e verdura sono alimenti poverissimi di grassi e ricchi di fibre: queste, agevolando il transito del cibo ingerito, riducono il tempo di contatto con la parete intestinale degli eventuali agenti cancerogeni presenti nella dieta quotidiana. Non è così per gli alimenti di origine animale. Quando ingeriamo una quantità eccessiva di calorie sotto forma di proteine, grassi e zuccheri, queste vengono convertite in molecole di trigliceridi e accumulate nel tessuto adiposo come depositi di riserva. È proprio qui, nel grasso corporeo, che più facilmente si accumulano le sostanze dannose presenti nell’ambiente. Ecco perché esiste una correlazione tra diete ricche di grassi saturi (provenienti da fonti animali) e alcuni tumori. Frutta e verdura invece, oltre a contaminarci molto meno degli altri alimenti, sono scrigni di preziose sostanze come vitamine, antiossidanti e inibitori della cancerogenesi (come i flavonoidi gli isoflavoni), che consentono di neutralizzare gli agenti cancerogeni, di "diluirne" la formazione e di ridurre la proliferazione delle cellule malate. Non solo quindi possiamo consumarne in abbondanza, ma dobbiamo anzi farlo quotidianamente per assicurarci un’adeguata protezione.
I vegani che non si nutrono di nulla di origine animale, rappresentano la fascia estrema dei vegetariani, non sono esagerati?
Filosoficamente i vegani vanno oltre la solidarietà e la non violenza di cui abbiamo parlato. Dal punto di vista della salute, penso che le uova, il latte e i suoi derivati o il miele sono utili all’organismo. Dunque rispetto la loro posizione, ma non mi sentirei di promuoverli presso tutta la popolazione, come invece penso sia giusto fare con il vegetarianesimo.
Ma la carne è davvero così dannosa per l'organismo?
Come ho detto prima, i danni derivano non tanto dalla carne, quanto da un consumo eccessivo di grassi di origine animale: questi grassi possono favorire l’insorgere di alcuni tipi di tumore perché veicolano facilmente i residui dei pesticidi, erbicidi e fungicidi che si usano in agricoltura, il fall-out radioattivo, il benzopirene che emana dalle città inquinate. Inoltre anche il modo di trattare la carne può essere importante: per esempio, se sottoposta a temperature molto elevate, può denaturarsi e produrre idrocarburi cancerogeni.
Senza carne che cosa bisogna mangiare per un'alimentazione corretta ed equilibrata?
Basta seguire una dieta il più possibile variata, ricca di frutta, verdura, carboidrati, con pochi grassi e poco alcol e ben bilanciata, vale a dire che contenga tutti gli elementi nutritivi fondamentali come zuccheri, proteine (contenute ad esempio nei legumi), vitamine, ferro, calcio.
Alcuni pediatri sostengono che togliere la carne ai bambini potrebbe essere dannoso per il loro sviluppo. E' vero?
Io non sono d’accordo. Considerando il fatto che in termini evoluzionistici l’uomo è un primate, e che noi abbiamo mantenuto le caratteristiche metaboliche fondamentali dei primati che sono rimasti vegetariani, comprendiamo dunque come il nostro organismo sia programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci può in alcun modo indebolire, e lo prova il fatto che un neonato nei primi mesi quadruplica il peso che aveva alla nascita nutrendosi solo di latte. La carne poi, l’abbiamo visto prima, non è indispensabile alla nostra alimentazione, nemmeno durante lo svezzamento, perché si possono trovare gli elementi nutritivi indispensabili anche in altri cibi.
Omg, insetticidi, pesticidi, falde acquifere e terreno inquinati compromettono gravemente il mondo vegetale. Che fare?
Non dobbiamo confondere le colture Ogm con le sostanze inquinanti disperse nell’ambiente e con i pesticidi. Sui prodotti Ogm e sul rischio che possano produrre per la salute dell’uomo, l’esperienza su base scientifica maturata negli ultimi anni può tranquillizzare tutti. Recentemente la Commissione Europea ha presentato i risultati di 15 anni di ricerche, che dimostrano che i prodotti delle colture Ogm sviluppate fino a oggi non hanno mostrato alcun nuovo rischio per la salute umana o per l’ambiente.* Anzi, l’utilizzo mirato delle modificazioni genetiche può preservare la pianta dall’utilizzo invasivo di pesticidi e di altre sostanze nocive usate per combattere i parassiti. Per quanto riguarda poi i pesticidi, un gruppo di esperti incaricati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito le quantità massime accettabili dei più importanti; su queste si basa la legislazione internazionale che stabilisce la quantità giornaliera autorizzata (ADI accetable daily intake) di queste sostanze. La legge quindi tutela i consumatori contro l’uso eccessivo dei pesticidi. Il mondo vegetale è più minacciato che in passato, ma anche più protetto. Infine, per quanto riguarda in generale le sostanze inquinanti diffuse nell’acqua e nei terreni, la miglior difesa è comunque l’abitudine a mangiare poco, perché meno sostanze ingeriamo meno rischi corriamo. Sembra banale, ma un’alimentazione frugale è importante per stare bene. Noi mangiamo per conservare la vita e il nostro organismo preleva calorie dai depositi di grasso, che vengono prudentemente immagazzinati quando ci si nutre. La salute sta nel mantenere in equilibrio questo processo di entrate ed uscite. Basta per esempio alzarsi da tavola sempre con un po’ di appetito.
Lei intende condurre una battaglia in Senato a favore del vegetarianesimo, in che modo?
Non mi piace parlare di battaglia: non c’è nulla da combattere. Parlerei piuttosto di una campagna educativa per l’etica e la salute. Il mio intento è promuovere la cultura vegetariana nel Paese.
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Qui finisce l’intervista. Ma visto che ne ha parlato Veronesi, è bene specificare a scanso di equivoci la nostra posizione sugli Ogm. Che è diversa da quella del chirurgo:
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* LA NOSTRA POSIZIONE SUI SEMI OGM. Le nuove tecnologie genetiche definite Ogm possono porre problemi seri a un sistema alimentare millenario e ben sperimentato, specialmente in Italia. Se non danni diretti alla salute dell'uomo e dell'ambiente, potrebbero esserci gravi danni di tipo agronomico-colturale ed economico. I nuovi semi Ogm sono così invadenti da determinare la scomparsa dei semi di specie o varietà più antiche o locali, o perché i pollini invadono i campi vicini o perché gli agricoltori più poveri che detengono magari specie antiche rare, prezioso patrimonio dell'umanità (pensiamo a certi farri o spelte), si vedranno costretti ad acquistare ogni anno le sementi Ogm per la semina dalle ditte proprietarie, perché le piante Ogm danno semi sterili. Senza contare - riferisce il prof. Perrino - che si sono già manifestate resistenze di piante Ogm ai pesticidi.
Insomma, il rischio è che l'Uomo, senza neanche risparmiare pesticidi, come si dice, cada in una banale speculazione economica a vantaggio di un monopolio o un oligopolio, perdendo per sempre le sementi, oltretutto gratuite, delle piante alimentari antiche, che sono la nostra Storia e danno la varietà biologica sulla Terra e a tavola.
I vantaggi degli Ogm sembrano, in sostanza davvero modesti. Che bisogno c'è degli Ogm, in Europa, in Italia (dove non esiste certo carestia e ci sono cibi a sufficienza, alcuni dei quali di grande qualità e antiche tradizioni), dato che i pesticidi di oggi a differenza di quelli di 20 anni fa sono poco persistenti e poco tossici, e per di più si va diffondendo la lotta biologica, l'agricoltura integrata e "biologica"?
Siamo sempre per la massima libertà della scienza, ma bisogna garantire anche una pari libertà di scelta ai coltivatori e ai consumatori, in modo da tutelare in futuro le sementi delle nostre specie tradizionali non-Ogm. Sarà possibile la pacifica coesistenza dei due sistemi? Abbiamo qualche dubbio. (NV)
IMMAGINI. Un piatto di fagioli bianchi con pomodoro ed erbe aromatiche, una forma di formaggio fresco del Piemonte, un uovo, il miele. Alimenti lacto-ovo-vegetariani citati da Veronesi nell'intervista.
AGGIORNATO IL 14 MAGGIO 2013
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